Epatite e rimedi altenativi

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Abbiamo parlato nell’articolo precedente dell’Epatite C,  come si trasmette,  come si cura, notizie importanti e scientifiche; ma una cosa che solitamente non viene detta è che ci sono alcuni tipi di integratori alimentari che aiutano  la cellula epatica a rigenerarsi, non eliminano il virus, ma migliorano lo stato del fegato.

Come detto nel precedente articolo il virus dell’epatite ha 4 ceppi riconosciuti: genotipo 1 e 4 non rispondono all’interferone ; genotipo 2 e 3 rispondono alla terapia; in tutti i casi  assumere degli integratori che aiutano il fegato a disintossicarsi e a rigenerarsi non può fare che bene.

Gli integratori più efficaci in assoluto, sperimentati da persone affette da epatite C da oltre 20 anni sono: LIV 52 , Cardo Mariano e PADMA28. Si può affermare, oggettivamente, a seguito di analisi mediche ripetute negli anni, che un fegato che nel 1990 a seguito di ecografie risultava in parte necrotico si è rigenerato, e non c’è più alcuna parte necrotica;  le transaminasi, le pseudo colinesterasi si sono regolarizzate e cosi bilirubina, GGT e tutti i valori di controllo del fegato utilizzando regolarmente gli integratori citati sopra.

LIV 52 –  viene utilizzato principalmente per disintossicare il fegato, protegge il parenchima epatico e stimola la rigenerazione della cellula epatica; è un antiossidante e quindi mantiene integre le membrane cellulari. Ogni tavoletta di LIV contiene 8 erbe che agiscono tutte sul fegato. Le dosi consigliate sono di 2 tavolette 2 volte al giorno ma a seconda della gravità della situazione si può arrivare anche a 3 tavolette 3 volte al giorno.

Cardo Mariano – Dato che il  fegato è l’organo che depura dalle tossine introdotte nel nostro corpo, ma quando esso è affetto da HCV non riesce a fare il suo lavoro come dovrebbe,  il cardo mariano ricco di sostanze benefiche, agisce sulle cellule deteriorate ristrutturandole e ripristinando la normale efficienza. Tali sostanze si chiamano bioflavonoidi antiossidanti dette anche silimarine e agiscono evitando ulteriori danni alle cellule epatiche e aiutando la rigenerazione delle cellule rovinate. Uno dei più forti antiossidanti epatici è il glutatione; la siliramina ne aumenta la concentrazione nel fegato  e stimola la superossidodismutasi antiossidante che spazza via i radicali liberi che si trovano nel fegato. In Germania il Cardo Mariano viene usato dalla medicina ufficiale come terapia delle infiammazioni epatiche e della cirrosi; ci sono studi ufficializzati che pazienti con danni gravissimi al fegato provocati dall’alcol hanno avuto notevoli miglioramenti con una somministrazione per due settimane di 420 mg al giorno.

Dosi consigliate : 3 compresse di LIV 52    + 1 compressa di Cardo Mariano per 2 o 3 somministrazioni giornaliere a seconda dei casi.

Del PADMA 28 parleremo in un successivo articolo.

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