LIV 52

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LIV 52 è il nome commerciale della “Capparis Spinosa” (Tamarix Gallica Compositum)  e’ un miscuglio di erbe pressato in pastiglie che si trova facilmente in  commercio nelle migliori erboristerie ma anche online.
E’ un composto molto efficace, utile a prevenire e a correggere i danni del fegato; aiuta la rigenerazione della cellula epatica e ripristina la normale
funzione epatica.

La sua azione e’ mirata a proteggere il parenchima epatico dalle epatiti A, B e C – Riduce gli effetti tossici dei medicinali, antibiotici, contraccetivi,
medicine antitumorali e antiretrovirali, droghe, alcool, ecc.

Anche nei casi più gravi nei quali si riscontrano gravi danni epatici e necrosi parziali, il LIV 52 e’ in grado di impedire il progredire della necrosi e addiritura di far regredire i danni gia’ presenti.

Agisce sulla cellula epatica, aiutando la sua rigenerazione, ristabilisce le funzioni del fegato e riesce a regolarizzare il livello del plasma proteico;
inoltre migliora la digestione e l’assimilazione, migliora l’attivita’ anabolica attraverso la ritenzione d’azoto e fa si che il recupero, dopo una malattia
debilitante, sia più veloce.

Il LIV 52 assunto con costanza, aumenta le proteine linfatiche e ristabilisce l’equilibrio fra albumina e globulina; aiuta un fegato lento a migliorare
l’assimilazione del cibo e nei bambini assicura una buona crescita; inoltre stimola la normale ematopoiesi.

Puo’ essere assunto come curativo di disturbi epatici, come per esempio: fegato ingrossato o grasso (steatosi), epatiti causate da uso prolungato di medicinali, abuso di droghe e alcool; epatiti croniche, in stati iniziali di cirrosi epatica, e anche cirrosi post necrotica, iperbilirubinemia e persino in casi di  disordini nutrizionali.

Il fegato e’ l’organo che svolge un ruolo importantissimo in ogni malattia, per cui supportarlo col LIV 52 durante una terapia prolungata non può che essere
d’aiuto. Curarsi con le erbe puo’ notevolmente migliorare lo stato di salute, ovviamente non bisogna mai eliminare i farmaci chimici, ma aiutarsi con i farmaci omeopatici puo’ migliorare i risultati.

Le dosi consigliate sono: adulti 2/3 tavolette 3 o 4 volte al giorno – bambini 1/2 tavolette 3/4 volte al giorno –

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Epatite

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Si denomina Epatite un’infiammazione del fegato provocata da cause diverse: virus, uso prolungato di farmaci, abuso di alcool o di droge.
L’epatite a seconda del virus che ne e’ responsabile, viene classificata in modo differente.

Epatite A – si trasmette con l’ingestione di acqua o cibo contaminato; molluschi come vongole, cozze e ostriche possono essere portatori del virus dell’epatite A ; quando si viene a contatto col virus il sistema immunitario secerne interferoni che bloccano la replicazione virale e  nel contempo si producono anticorpi che aiutano la guarigione totale; anticorpi che rimarranno presenti per tutta la vita.

Epatite B – e’ una malattia infettiva che può essere trasmessa solamente tramite contatto con sangue infetto oppure fluidi corporei come ad esempio: sperma, liquido vaginale; non può essere trasmessa con tocco delle mani, oppure uso di posate e bicchieri, ne con baci o tosse . La malattia provoca infiammazione del fegato, i sintomi sono vomito e ittero, molto raramente e’ talmente grave da portare alla morte.  L’epatite B cronica può evolversi in cirrosi epatica oppure tumore al fegato; per l’epatite B esiste il vaccino, reso obbligatorio per i  bambini già da molti anni.

Epatite C – e’ una malattia infettiva del fegato, solitamente non presenta sintomi, ma se diventa cronica porta alla cicatrizzazione del fegato e in
seguito a cirrosi; stadio che puo’ creare insufficienza epatica grave, cancro al fegato e varici esofagee o gastriche.

Epatite D – e’ una malattia infettiva che contagia l’uomo soltanto quando e’ gia’ presente il virus della Epatite B; il contaggio avviene per  contatto con sangue infetto.

Epatite E – e’ una delle tante forme di Epatite che ha un periodo di incubazione  di 6 settimane; molto diffusa nei paesi orientali; viene trasmessa  attraverso l’acqua o cibi infetti; i sintomi più comuni sono: febbre, dolori addominali, nausea e vomito, prurito, dissenteria.

Epatite G – Ci sono opinioni contrastanti su questo virus; alcuni gli attribuiscono un ruolo in una epatite virale; molti però ritengono che questo virus sia innoquo per l’uomo.

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Paralisi Facciale

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Iniziamo col dire che la paralisi facciale colpisce il nervo facciale , che è quello che permette ai muscoletti della faccia di creare la mimica del viso,  fornisce anche la sensibilità gustativa alla parte anteriore della lingua e permette il funzionamento corretto delle ghiandole lacrimali, sottolinguali e della mandibola, e della mucosa della cavità nasale.

Una paresi facciale può essere periferica oppure centrale a seconda della parte che viene interessata; la paralisi centrale sarà e colpirà la metà inferiore del volto mentre la paralisi periferica sarà completa ed interesserà tutto il volto.

Alcune delle cause che provocano la paralisi facciale periferica sono: ” neoplasie, meningiti, disturbi vascolari e fratture del cranio; otiti, traumi o ferite al viso, ed altre.

I sintomi più comuni sono i seguenti: palpebra più aperta – rughe della fronte appiattite – sopraciglie calate – perdita di umidità dell’occhio – impossibilità di soffiare, gonfiare le guance o fischiettare – impossibilità di chiudere gli occhi.

E’ essenziale accorgersi del sopraggiungere della paresi facciale dai primi sintomi.. prima si interviene e più si riesce a tenerla sotto controllo senza che provochi grossi danni.

Le prime avvisaglie possono essere difficoltà di controllare perfettamente le labbra; per esempio se mentre lavate i denti e li risciacquate
un pò d’acqua fuoriesce da un lato delle labbra, bisogna iniziare ad osservare attentamente se insorgono altri sintomi.
Un’altro sintomo iniziale può essere l’intorpidimento delle labbra, oppure delle guance, o del naso o della fronte o di una parte qualunque del viso.

Se si verificano questi sintomi, bisogna stare molto calmi e osservarsi attentamente di fronte ad uno specchio per capire se ci sono segnali che denotano asimmetria del viso; se per esempio mentre si mangia o si beve, il cibo o l’acqua viene spinto involontariamente da una parte della bocca  bisogna alzare lo stato di allerta.

Una cosa essenziale è rimanere calmi, perchè solo cosi si riesce ad essere razionali e capire se questi sintomi sono reali e non dettati dalla paura o dall’ansia.

In ogni caso, se si riscontrano questi sintomi è bene recarsi al presidio ospedaliero più vicino per farsi controllare.

La paralisi Facciale viene curata con dosi massicce di cortisone a scalare; il cortisone è un farmaco che va usato con molta attenzione,  e sopratutto mai troppo a lungo.

Il cortisone viene prodotto dal nostro corpo attraverso la ghiandola surrenale,
quando si introduce cortisone dall’esterno la ghiandola ne produce meno o niente, se si utilizza cortisone troppo a lungo la ghiandola surrenale può smettere di funzionare e quindi bisogna introdurre sempre cortisone dall’esterno, dato che il nostro corpo ha bisogno di esso per sopravivere.

E’ essenziale  informare sempre i medici di eventuali patologie delle quali siete affetti; non date per scontato niente e informateli di qualunque cosa avete notato, anche se vi sembra banale e inutile.

Una cosa importantissima per riabilitare la parte bloccata è massaggiarla , bisogna fare dei piccoli movimenti circolari  con i polpastrelli per tentare di riattivare la circolazione e poi fare ginnastica tentando di muovere tutti i muscoletti del viso.

Dopo il primo ciclo di cura è indispensabile fare un controllo da un Neurologo ed effettuare una TAC o una risonanza magnetica.

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Epatite e rimedi altenativi

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Abbiamo parlato nell’articolo precedente dell’Epatite C,  come si trasmette,  come si cura, notizie importanti e scientifiche; ma una cosa che solitamente non viene detta è che ci sono alcuni tipi di integratori alimentari che aiutano  la cellula epatica a rigenerarsi, non eliminano il virus, ma migliorano lo stato del fegato.

Come detto nel precedente articolo il virus dell’epatite ha 4 ceppi riconosciuti: genotipo 1 e 4 non rispondono all’interferone ; genotipo 2 e 3 rispondono alla terapia; in tutti i casi  assumere degli integratori che aiutano il fegato a disintossicarsi e a rigenerarsi non può fare che bene.

Gli integratori più efficaci in assoluto, sperimentati da persone affette da epatite C da oltre 20 anni sono: LIV 52 , Cardo Mariano e PADMA28. Si può affermare, oggettivamente, a seguito di analisi mediche ripetute negli anni, che un fegato che nel 1990 a seguito di ecografie risultava in parte necrotico si è rigenerato, e non c’è più alcuna parte necrotica;  le transaminasi, le pseudo colinesterasi si sono regolarizzate e cosi bilirubina, GGT e tutti i valori di controllo del fegato utilizzando regolarmente gli integratori citati sopra.

LIV 52 –  viene utilizzato principalmente per disintossicare il fegato, protegge il parenchima epatico e stimola la rigenerazione della cellula epatica; è un antiossidante e quindi mantiene integre le membrane cellulari. Ogni tavoletta di LIV contiene 8 erbe che agiscono tutte sul fegato. Le dosi consigliate sono di 2 tavolette 2 volte al giorno ma a seconda della gravità della situazione si può arrivare anche a 3 tavolette 3 volte al giorno.

Cardo Mariano – Dato che il  fegato è l’organo che depura dalle tossine introdotte nel nostro corpo, ma quando esso è affetto da HCV non riesce a fare il suo lavoro come dovrebbe,  il cardo mariano ricco di sostanze benefiche, agisce sulle cellule deteriorate ristrutturandole e ripristinando la normale efficienza. Tali sostanze si chiamano bioflavonoidi antiossidanti dette anche silimarine e agiscono evitando ulteriori danni alle cellule epatiche e aiutando la rigenerazione delle cellule rovinate. Uno dei più forti antiossidanti epatici è il glutatione; la siliramina ne aumenta la concentrazione nel fegato  e stimola la superossidodismutasi antiossidante che spazza via i radicali liberi che si trovano nel fegato. In Germania il Cardo Mariano viene usato dalla medicina ufficiale come terapia delle infiammazioni epatiche e della cirrosi; ci sono studi ufficializzati che pazienti con danni gravissimi al fegato provocati dall’alcol hanno avuto notevoli miglioramenti con una somministrazione per due settimane di 420 mg al giorno.

Dosi consigliate : 3 compresse di LIV 52    + 1 compressa di Cardo Mariano per 2 o 3 somministrazioni giornaliere a seconda dei casi.

Del PADMA 28 parleremo in un successivo articolo.

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Epatite C

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L’epatite C è una infezione del fegato causata da un virus chiamato: “Hepatitis C Virus , chiamato comunemente con una sigla “HCV”.
Il virus fu isolato la prima volta nel 1989; fino ad allora veniva semplicemente definita epatite non A e non B.

Quando il fegato si infetta a causa di tale virus si scatena un’epatite acuta che spesso è asintomatica; per questa ragione diventa cronica nell’80% dei casi senza che la persona che ne è affetta se ne accorga e di conseguenza non viene curata precocemente.
Solo il 15% di chi contrae il virus HCV riesce a liberarsi del virus con la reazione del proprio sistema immunitario; i restanti pazienti sviluppano forme croniche della malattia che per oltre il 15% si evolvono in cirrosi epatica  e in pochi casi in carcinoma epatico.
I genotipi sono ceppi differenti del virus dell’epatite c; l’ 1 e 4 molto resistenti al farmaco.

Per individuare se un paziente è affetto da Epatite C vengono ricercati gli anticorpi contro il virus; se essi sono presenti significa che la persona è stata contagiata dal virus. Ovviamente gli anticorpi si troveranno anche in coloro che sono stati contagiati dal virus e poi sono guariti, di conseguenza per accertarsi se realmente c’è una infezione in corso si controlla la replicazione virale ossia si ricerca l’RNA del virus HCV si usa solitamente il test ELISA che ricerca la presenza del virus nel sangue e di conseguenza la presenza della malattia cronica.

Si può contagiare per via parenterale ossia il virus penetra attraverso punture con aghi infetti oppure con somministrazione di sangue o emoderivati infetti; oppure attraverso microlesioni non visibili attraverso spazzolini da denti; o per  via sessuale, anche se in percentuale molto molto bassa e soltanto se c’è uno scambio di sangue fra i due partner; dalla mamma al bimbo durante la gravidanza ma sopratutto durante il parto; nei casi in cui la madre è affetta da HCV solitamente si programma un parto cesareo in modo da salvaguardare il bambino e ridurre al minimo i rischi di contagio.

L’unica terapia al momento disponibile è l’Interferone abbinato con la Ribavirina per un periodo che va dalle 24 alle 48 settimane.
Finora gli studi rilevano esiti positivi fino all ‘80% per i genotipi 2 e 3 ; per i genotipi 1 e 4 invece la risposta è alquanto bassa se non nulla.

Chi è affetto da HCV deve fare una vita equilibrata e sana; evitare alcolici e superalcolici; evitare cibi aggressivi tipo fritti e soffritti che ovviamente appesantiscono molto il fegato; niente fumo, e sopratutto evitare tutte quelle sostanze pericolose e dannose come per esempio stupefacenti o anche semplici medicinali che vanno sempre usati sotto controllo medico e solo a reale bisogno.

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