Perchè sottoscrivere un Fondo Pensione?

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Il Fondo Pensione serve a creare una rendita alternativa a chi lo sottoscrive.

Come ben sappiamo la pensione pubblica è molto incerta e sopratutto non sarà sicuramente pari allo stipendio percepito nell’arco della vita lavorativa; bisogna quindi fare qualcosa affinchè quando si andrà in pensione si possa colmare quel “gap” che ci sarà fra lo stipendio e la pensione.

Ci sono Fondi Pensione Chiusi e Fondi Pensione Aperti.

– I fondi pensione chiusi nascono da accordi fra lavoratori e aziende; si definiscono cosi perchè ogni fondo riguarda una specifica categoria di lavoratori (metalmeccanici, chimici, meccanici, ecc… oppure anche lavoratori di una stessa azienda).

Esistono anche fondi chiusi territoriali, ossia che riguardano uno specifico territorio o regione; il primo fondo di questo genere è stato creato in Trentino Alto Adige.

– I fondi aperti sono creati da enti finanziari: Banche, Assicurazioni; possono accedervi tutti, anche coloro per i quali è costituito un fondo chiuso.

Al fondo pensione confluiscono tutti i versamenti fatti dai lavoratori e dalle imprese.

Chi sottoscrive un fondo pensione ottiene immediatamente dei vantaggi fiscali.

Vantaggi fiscali previsti dal decreto legislativo 47/2000

articolo 10

1) al comma 1  – ( la lettera “e-bis” è sostituita dalla seguente “e-bis”)

I contributi versati alle forme pensionistiche complementari e i contributi e premi versati alle forme pensionistiche individuali, previste dal decreto legislativo 21 aprile 1993, n. 124, per un importo complessivamente non superiore al 12 per cento del reddito complessivo e comunque non superiore a euro 5164.

Se alla formazione del reddito complessivo concorrono redditi di lavoro dipendente, relativamente a tali redditi la deduzione compete per un importo complessivamente non superiore al doppio della quota di TFR destinata alle forme pensionistiche collettive istituite ai sensi del decreto legislativo 21 aprile 1993, n. 124, e, comunque, entro i predetti limiti del 12 per cento del reddito complessivo e di 5164 euro.

La disposizione contenuta nel precedente periodo non si applica nel caso in cui la fonte istitutiva sia costituita unicamente da accordi tra lavoratori, nonche’ ai soggetti iscritti entro il 28 aprile 1993 alle forme pensionistiche complementari che risultano istituite alla data di entrata in vigore della legge 23 ottobre 1992, n. 421.

Ai fini del computo del predetto limite di lire 10 milioni si tiene conto: delle quote accantonate dal datore di lavoro ai fondi di previdenza di cui all’articolo 70, comma 1; dei contributi versati ai sensi dell’articolo 2 della legge 8 agosto 1995, n. 335, eccedenti il massimale contributivo stabilito dal decreto legislativo 14 dicembre 1995, n. 579.

Per le persone che sono fiscalmente a carico di altri soggetti non si tiene conto del predetto limite percentuale, nonche’, nei riguardi del soggetto di cui sono a carico, della condizione di destinazione delle quote di TFR alle forme pensionistiche complementari”.

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